Elisabetta D'Agata - Psicologa

La scoliosi: solo un problema estetico?

In questo articolo, vorrei riflettere sul problema estetico che la scoliosi può generare. Spesso, i medici si preoccupano dell’impatto che la scoliosi può avere sulla percezione di sé del paziente. Si teme che la persona con scoliosi si veda brutta, deforme e cerchi di nascondersi.

Diverse curvature, diverse percezioni:

È importante ricordare che esistono diversi gradi di scoliosi e, di conseguenza, diverse modalità di percezione di sé. Alcune persone con una minima curvatura possono essere ossessionate dalla propria “imperfezione”, mentre altre con una curva importante non ne sono minimamente influenzate.

La vista e il giudizio estetico

Alla domanda del medico “Come ti vedi?”, molti pazienti rispondono “Non lo so, non mi vedo”. È vero, nessuno può vedere la propria schiena. Solitamente sono i genitori o i medici a fare commenti al riguardo. Il paziente può notare un’asimmetria dei fianchi che non gli piace e che potrebbe essere trattata chirurgicamente.

In entrambi i casi, si considera un criterio estetico che, nella società odierna, assume un ruolo molto importante, basandosi sul giudizio visivo. Tuttavia, non è l’unico criterio da tenere a mente.

La vista crea distanza

La vista è un senso che crea una certa distanza tra l’osservatore e l’oggetto osservato, in questo caso tra l’individuo e la propria schiena. Ci permette solo di vedere e giudicare (bello/brutto), non di sentire. Mi chiedo se questo sia l’unico modo per percepire gli effetti della scoliosi, perché lo trovo riduttivo. Non credo nemmeno che il trattamento debba necessariamente mirare a raddrizzare qualcosa di storto solo perché è “brutto” o “diverso”.

– Esistono altre percezioni? 

– Esistono modi di percepire il corpo che non si basano solo sul criterio estetico/ cosmetico/visivo? 

– È possibile sentire il corpo da un’altra prospettiva? Percepire la colonna vertebrale con un’altra sensibilità?

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